<?xml version="1.0" encoding="windows-1252"?><rss version="0.91" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
<channel>
<title>Ciapanota</title><link>http://www.ciapanota.it/dblog/</link>
<description>Ciapanota</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[SONO AUMENTATI I TERREMOTI?]]></title>
	<description><![CDATA[Sebbene possa sembrare che ultimamente nel mondo si verifichino pi&ugrave; terremoti, uno dei principali centri sismologici internazionali, il National Earthquake Information Center (NEIC) del servizio geologico degli Stati Uniti (USGS), fa sapere che il numero di terremoti di magnitudo 7.0 o maggiori &egrave; rimasto quasi costante durante tutto questo secolo.<br />Addirittura, i dati sembrano mostrare una lieve diminuzione negli ultimi anni. <br />Allora perch&egrave; ci sembra che ci sia stato un incremento della sismicit&agrave; mondiale? <br />Una spiegazione pu&ograve; essere quella che con l'aumento di stazioni sismiche si &egrave; in grado di registrare pi&ugrave; terremoti. <br />Il miglioramento nelle comunicazioni inoltre permette di trasmettere pi&ugrave; velocemente i dati. Nel 1931, c'erano all'incirca 350 stazioni. Oggi ben 4000 in tutto il mondo. <br />Va tenuto conto inoltre dell'enorme incremento di mezzi di comunicazione e di informazione. Oggi la popolazione &egrave; pi&ugrave; informata sui terremoti di quanto lo fosse in passato. In Italia l'espansione della Rete Sismica Nazionale Centralizzata ha consentito nel corso degli anni di migliorare l'accuratezza delle localizzazioni dei terremoti e di aumentare il numero dei terremoti registrati. <br />Ma i terremoti e il clima sono correlati?  <br />Assolutamente no. <br />I terremoti avvengono all'interno del pianeta. I venti, le precipitazioni e la temperatura riguardano soltanto la superficie terrestre. I terremoti si verificano a prescindere dalle condizioni atmosferiche, in tutte le zone climatiche, in tutte le stagioni dell'anno e a qualsiasi ora della giornata.  <br />(fonte: INGV)]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=188]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=188</guid>
	<dc:date>2012-05-20T15:51:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[CARTA A MANO NELLE ANDE]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="center"><img border="0" style="width:460px; height:650px; " alt="" src="http://www.ciapanota.it/cgi-bin/volantin.jpg" /><br /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=187]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=187</guid>
	<dc:date>2012-05-08T07:51:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[CONCERTO DI PRIMAVERA]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: center;">La Societ&agrave; Filarmonica di Monte Olimpino 1890 <br />organizza <br />  <font size="5"><span style="font-weight: bold;">Concerto di Primavera   </span></font><br />Gioved&igrave; 10 Maggio ore 21.00 <br />   Presso la "Corte Tettamanti" in via dei Cortili <br />Localit&agrave; Monte Olimpino <br />Vi aspettiamo per trascorrere insieme una piacevole  serata <br />alla riscoperta delle corti di Monte Olimpino,  <br />con un programma che varia dal classico al Jazz!   <br />Dirige il M° Roberto Papis   <br />In caso di cattivo tempo il concerto &egrave; rimandato in data da definirsi.    <br /><br /> Programma<br /><br /> <span style="font-weight: bold;">Everest</span> di Jacob de Haan <br /><span style="font-weight: bold;">Second Suite in Fa</span> di Gustav Holst - arr.Robert Longfield <br /><span style="font-weight: bold;">Accolada</span> di Ed Huckeby <br /><span style="font-weight: bold;">Libertango</span> di Astor Piazzolla - arr. Je&#768;rome Naulais <br /><span style="font-weight: bold;">Caribbean Variation</span> di Jacob de Haan <br />~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ <br /><span style="font-weight: bold;">Mack The Knife</span> di Kurt Weill - arr. R. Papis <br /><span style="font-weight: bold;">Until I met you </span>di Freddie Green - arr. R. Papis <br /><span style="font-weight: bold;">Autumn Leaves</span> di Joseph Kosma - arr. R. Papis <br /><span style="font-weight: bold;">Children of Sanchez</span> di Dizzy Gillespie - arr. R. Papis <br /><span style="font-weight: bold;">Gonna Fly Now</span> di Bill Conti - arr. R. Papis</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=186]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=186</guid>
	<dc:date>2012-05-02T17:45:02+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[IL DECLINO DEI DIRITTI]]></title>
	<description><![CDATA[La morsa del debito attanaglia l&rsquo;Europa del Sud. <br />La Grecia, la Spagna, il Portogallo e l&rsquo;Italia sono gli spettatori del rigore economico imposto da quella parte d&rsquo;Europa che sembra funzionare meglio. A far ragionare la tecnocrazia che governa il vecchio continente e&#768; soltanto la quadratura dei conti. <br />Intanto, il disagio sociale e l&rsquo;impoverimento dei popoli e&#768; crescente. Un fardello che toglie la speranza. <br />In Grecia, ad esempio, la fila per recuperare un pasto caldo oppure la pastiglia che sopisce la mente e l&rsquo;anima e&#768; lunghissima. La malnutrizione fa ammalare i bambini, la fame induce gli esseri umani, un tempo &laquo;risorse umane&raquo;, a cercare il cibo nella spazzatura, a dormire in macchina perche&#769; non hanno piu&#768; la casa. <br />In Italia, bastera&#768; una fiaccolata a fermare gli imprenditori, gli artigiani, i lavoratori, i disoccupati che, persa ogni speranza, si suicidano? <br />Una parte dei cittadini europei e&#768; in ginocchio, ma in nome del debito li si priva dei diritti fondamentali. Pilastro della Dichiarazione Universale dei diritti umani e fondamento delle democrazie moderne, che cosi&#768; enuncia: &laquo;Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignita&#768; e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza&raquo; <br />Si percepisce sempre piu&#768; l&rsquo;astrattezza di questo principio: il Sud Europa sta perdendo la dignita&#768;, ma il disagio e&#768; stato causato dai tecnocrati dell&rsquo;alta finanza; il Nord ne e&#768; cosciente?]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=185]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=185</guid>
	<dc:date>2012-04-25T17:25:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[APPLE PER DISABILI VISIVI]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<pre style="font-family: Tahoma;"><font size="2">L&rsquo;UicCO -<span style="font-weight: bold;">Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti</span>- Onlus di Como  <br />organizza un incontro divulgativo sull&rsquo;utilizzo dei prodotti Apple da parte dei<br />disabili visivi. </font></pre>
</div>
<img width="430" height="180" title="UicCO - iSpazio" src="http://www.ispazio.net/wp-content/uploads/2012/04/UicCO-iSpazio.jpg" alt="" />
<div style="text-align: justify;">
<pre style="font-family: Tahoma;"><font size="2">L&rsquo;incontro si svolger&agrave; presso la propria sede provinciale di Como, sita  <br />in Via Raschi 6, sabato 14 aprile dalle ore 9:30 e verranno illustrati  <br />diversi prodotti Apple come Mac, iPhone, iPod in varie versioni, iPad, ecc.  <br />ed il loro utilizzo da parte dei disabili visivi.  <br />Ormai da diversi anni, i ciechi e gli ipovedenti trovano nel computer un  <br />utile strumento per la fruizione della cultura e dell&rsquo;informazione, cos&igrave; come <br />un insostituibile ausilio alla propria autonomia, in grado di aprire loro anche  <br />nuovi orizzonti professionali. <br />La Apple ha voluto tenere conto delle esigenze specifiche anche degli utenti <br />non vedenti realizzando un  lettore di schermo integrato nel proprio sistema <br />operativo (disponibile nel  men&ugrave; Accessibilit&agrave; per quanto riguarda i dispositivi <br />iOS, ed il men&ugrave; Accesso Universale nel pannello Personale delle Preferenze <br />di Sistema del  Mac). <br />Grazie a queste funzioni anche un acquirente cieco, senza  l&rsquo;intervento di <br />tecnici specializzati per l&rsquo;installazione di altri  software, pu&ograve; immediatamente <br />utilizzare il proprio iPhone o qualsiasi altro  dispositivo Apple esattamente <br />come le persone vedenti senza alcun aggravio  in termini di costi. <br />Il programma che consente questa accessibilit&agrave; dei  prodotti Apple si chiama <br />&ldquo;Voice Over&rdquo;. Dall&rsquo;attivazione del lettore di  schermo in poi, l&rsquo;utente cieco<br />&nbsp;viene assistito da una voce di buona qualit&agrave;  che legge le varie informazioni <br />che appaiono sullo schermo, quali le pagine  web, la posta elettronica, testi <br />in genere, cos&igrave; come l&rsquo;ascolto della  musica ed ogni altra funzione messa a <br />disposizione dal dispositivo.   <br />L&rsquo;incontro, <span style="font-weight: bold;"> </span>durante il  quale verranno inoltre mostrate le novit&agrave; di Mac OS X<br />10.7 Lion ed iOS 5<span style="font-weight: bold;">, </span></font><font size="2">sar&agrave; tenuto da <span style="font-weight: bold;">Luca Maianti</span> ed <span style="font-weight: bold;">Angelo Cairoli</span></font><font size="2">.  <br />Se siete interessati e volete partecipare o semplicemente avete bisogno di  <br />chiedere informazioni in merito, vi invitiamo a telefonare al numero   <br /><span style="font-weight: bold;">031/570565</span> entro gioved&igrave; 12 aprile.</font></pre>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=184]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=184</guid>
	<dc:date>2012-04-05T16:01:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[IL PERICOLO DI AVER PAURA]]></title>
	<description><![CDATA[Non sono tanto le paure radicali a... fare paura. <br />La profezia dei Maya che prevede la fine del mondo alla fine di quest’anno potra&#768; intimorire al massimo chi frequenta le sette o chi si fa imbambolare da santoni e guaritori. <br />A far paura invece e&#768; piuttosto la nostra tendenza, molto diffusa in questi tempi, a farci guidare spesso piu&#768; dalla pancia che dal cervello. <br />Il collasso dell’Euro, la recessione, la disoccupazione immanente, lo scioglimento dei ghiacciai, le tempeste, l’inaridimento delle colture agricole, la crescita a dismisura della popolazione mondiale, il blackout elettrico, le pensioni che non verranno piu&#768; versate, la minaccia dei Cinesi che ci porteranno via il benessere. <br />E chi piu&#768; ne ha, piu&#768; ne metta. <br />Tutte paure che possono essere in gran parte smussate, se non addirittura confutate, con il semplice impiego del cervello e di analisi approfondite e serie. <br />Ma si sa: se i giornali riportano per un paio di giorni notizie di furti nelle case o scippi per strada, ecco che il nostro senso di sicurezza viene a mancare, facendo nascere paure irrazionali. E&#768; umano, e&#768; insito nei nostri geni primordiali.<br />Eppure il nostro sforzo deve proprio andare nella direzione di non lasciarci prendere da panico o timori infondati. Anche perche&#769; c’e&#768; poi chi ci sguazza e sa trarre lauti guadagni da un clima minaccioso e oscuro. E a rimetterci, alla fine, e&#768; la nostra liberta&#768; di individui. <br /><br />DANIELE PINI]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=183]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=183</guid>
	<dc:date>2012-03-29T07:50:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ACCANIMENTO TERAPEUTICO]]></title>
	<description><![CDATA[Nell’uomo &egrave; innato il concetto che “tutto sia preferibile alla morte” ed &egrave; senza dubbio vero: il detto "finch&eacute; c’&egrave; vita c’&egrave; speranza" &egrave; una assoluta verit&agrave;, non solo un modo di dire, il fatto per&ograve; &egrave; che per una societ&agrave; sportiva non si deve scegliere fra la vita e la morte, ma si deve scegliere se farla sopravvivere o meno.  <br />Siamo noi che associamo al concetto del fallimento quello della morte, chiudere non &egrave; morire, bens&igrave; solo constatare, certamente amaramente, che la cosa non ha funzionato; in quest’ottica occorre capirne i motivi e non perpetrare gli errori.<br />Ora la domanda &egrave;: una societ&agrave; sportiva che non ha pi&ugrave; atleti che svolgano attivit&agrave; agonistica, non ha pi&ugrave; un consiglio direttivo, non ha prospettive a breve di avere ricambio di atleti, dirigenti e, soprattutto, sponsor, va per forza tenuta in vita?<br />E ancora: una societ&agrave; di calcio che costa milioni e milioni  e si trova oggi settima in campionato a 17 punti dalla capolista ed &egrave; fuori da Champions League e Coppa Italia va ancora tenuta in vita?<br />Per me &egrave; "accanimento terapeutico".]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=182]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=182</guid>
	<dc:date>2012-03-13T14:43:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[PASQUA. Perche&#769; uova e conigli?]]></title>
	<description><![CDATA[Da dove provengono le tradizioni pasquali? Di certo le loro radici affondano nell’era precristiana. Nel mondo latino Pasqua e&#768; associata sempre piu&#768; spesso ai conigli che vengono a portarci le uova, colorate e nascoste nel giardino e anche dietro al divano. Dove i conigli si procurino le uova e&#768; una questione non ancora risolta dal punto di vista scientifico. <br />Ci sono fonti che rinviano agli Antichi Egizi che avrebbero festeggiato circa 7000 anni fa l’avvento della primavera, e durante le celebrazioni sarebbero state mangiate uova dipinte e reso onore a saltellanti conigli, soprattutto in nome della loro fertilita&#768;. <br />Molto piu&#768; tardi il coniglio riappare tra i culti dei Germani. Questi avevano, tuttavia, l’usanza di sacrificare i conigli nel mese di marzo alla divinita&#768; della primavera. In questa occasione i Germani mangiavano anche uova. Alcuni riti si conservano con una sorprendente costanza. <br />L’uso di festeggiare con le uova fu tramandato alla cristianita&#768; dai popoli pagani attraverso i protestanti. L’uovo continuo&#768; a rappresentare un simbolo di fertilita&#768;, a essere colorato, regalato e mangiato. <br />Al contrario di quanto avvenne, invece, in ambito cattolico: le uova durante il Medioevo venivano ritenute «carne liquida», e non potevano dunque essere consumate durante la Quaresima. Perche&#769; non andassero a male, venivano conservate in acqua salata o cotte fino a farle diventare sode. Che poi il coniglio nasconda le uova, era solo una logica conseguenza di tutto questo. In fondo, questo messaggero della Pasqua e della primavera ha fama di essere molto timido e si lascia cosi&#768; vedere solo raramente.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=181]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=181</guid>
	<dc:date>2012-03-03T08:53:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[BATTELLI ARABESCATI DI GHIACCIO]]></title>
	<description><![CDATA[Riprendo un bellissimo pezzo di storia e ambiente, postato oggi dall'amico Willi sul sito di <span style="font-weight: bold;">Meteocomo</span>, tanto per consolarci un po' e... tentare di riscaldarci!!!   <br /><br /><br />Siamo al febbraio 1929, mese celebrato e ricordato tra le massime espressioni degli inverni del XX secolo.<br />Tutto ha inizio tra San Silvestro e Capodanno. Nella Valle Padana irrompe aria gelida, all’origine di temporali e persino grandinate che interessano anche la nostra provincia. Il 2 gennaio Como &egrave; ricoperta da 6 centimetri di neve. La temperatura, nei valori minimi, inizia una lenta discesa fino a sfiorare i 10 gradi sotto lo zero il 13 gennaio.<br /> Nel tardo pomeriggio del 24, dopo un inizio di giornata con “tempo nebbioso ed incerto”, riprende a nevicare. “Dapprima lenta e minuta, poi spessa ed a falde larghe, la neve ricopre alberi, comignoli e strade. Nella notte la citt&agrave; assume l’aspetto caratteristico delle grandi nevicate ed ognuno si affretta a casa, pensando al tepore dei caminetti o delle stufe che possono compensarlo del disagio provato sulla via”. <br />Anche se il freddo dell’ormai prossimo febbraio non &egrave; ancora giunto, le statistiche di gennaio sono gi&agrave; implacabili: in citt&agrave; la temperatura media &egrave; inferiore a quella che si registrer&agrave; nel gennaio ’63 e nel pi&ugrave; recente gennaio ’85.   <br />Quella di gennaio, scrive La Vedetta di Monteolimpino, <span style="font-style: italic;">“&egrave; stata una vera ondata (termine ormai comunemente accettato) di freddo rigoroso. E fu cos&igrave; dovunque. I giornali ce ne tennero informati. I delicati cittadini del centro, dicono (celiando) che noi rionali di Monte Olimpino ci troviamo sui Carpazi. Come gli ambrosiani di Milano che chiamano montanari quelli di Montemerlo, l&agrave; nel parco tra i bastioni! </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Ma le cifre sono cifre: a Como temperatura 9° sotto zero. A Ponte Chiasso 12° sotto zero. A Monte Olimpino massimo 6° sotto zero. Tanto... per la storia. Sta il fatto per&ograve; che il freddo ci fu pure qui, e sentito. E tutto si raffredd&ograve;. Sospese le quotidiane funzioni serali alla Chiesa; sospesi tutti i lavori e le attese sistemazioni; chiuse le societ&agrave;; regime conventuale nelle sere deserte. Stufe affollate, geloni ai piedi, lane dovunque, e tossi tossi... e funerali!" </span><br />  Con febbraio ci si propone di riprendere in pieno la “multiforme vitalit&agrave; religiosa e civile”. La “signora merla” non si accontenta per&ograve; dei suoi soliti tre giorni di festa di fine gennaio, e la protrae per tre settimane. Sono le pi&ugrave; tremende: “temperature polari, geli non mai provati”. Quella che continua ad essere chiamata ondata sembra voler travolgere tutti.   Tra il 14 ed il 15 febbraio Como, Lecco, Bellano e molte altre localit&agrave; registrano valori termici che non verranno mai pi&ugrave; toccati fino ai nostri giorni. É cos&igrave; per i -12,5°C registrati a Como il 15 di febbraio (valore pi&ugrave; basso dal 1926 ad oggi), per i -13,0°C registrati a Lecco il 14 di febbraio ed i -12,0°C di Bellano. <br />Sono questi i valori lacuali in grado di arabescare le sponde, i pontili, le prue dei battelli, solidificando gli spruzzi di acqua sollevati durante la navigazione o sospinti dal vento in forme inconsuete e tanto spesse da rimanere nella memoria.   <br />Come nel gelido dicembre 1879 il lago di Pusiano ghiaccia completamente. Lo spesso e solido strato che si forma, d&agrave; sicurezza ai giovani del paese che si avventurano in lungo ed in largo sulla superficie. Qualcuno, pi&ugrave; audace, percorre in moto il tragitto di andata e ritorno tra Casletto e Pusiano.   <br />Anche nell’Olgiatese l’inverno &egrave; “eccezionalmente crudo”. Accanto ai valori ufficiali dell’osservatorio, afferente all’Ufficio Idrografico del Po e posizionato a 407 metri sul livello del mare, si compiono misurazioni nei luoghi pi&ugrave; esposti alle inversioni termiche, e ben noti per i loro rigori. Ecco allora come alla stazione della ferrovia si arriva a -18°C, alle Fornaci si toccano addirittura i -20°C... cinque gradi in meno rispetto al valore dell’osservatorio. La salute pubblica si mantiene in generale ottima, nonostante una mortalit&agrave; superiore al normale. Nessun incidente degno di nota, ad eccezione di qualche capitombolo sul suolo ghiacciato e lievi infortuni di lavoro.   <br />Anche sui Carpazi di Como l’ondata passa senza colpo ferire:<span style="font-style: italic;">“Tutti vivi!”</span> titola La Vedetta di Monteolimpino. Il febbraio del 1929 &egrave; terminato, consegnandosi agli annali senza che alcun significativo episodio di neve abbia avuto la possibilit&agrave; di addolcire il clima.
<Br><Br><div align="center"><img border="0" style="width:460px; height:265px; " alt="" src="http://www.ciapanota.it/cgi-bin/laghetti.jpg" /><br /></div><Br>

Laghetto di Cardina febbraio 2012 (A. Moretti)
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=180]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=180</guid>
	<dc:date>2012-02-12T16:21:45+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[WARTEN!]]></title>
	<description><![CDATA[C’e&#768; stato un tempo in cui reagivo subito a ogni stimolo e saltavo su come una molla a rispondere, fare, agire.<br />Un gran dispendio di energie che spesso, ora ho imparato, potrebbe essere evitato con un semplice atto di pazienza e attesa consapevole. <br />Sopra la scrivania di Kafka c’era un cartello che diceva: «Warten» (aspettare): molti problemi della vita si risolvono in questo modo. <br />Un esempio pratico sono le mail, le telefonate, gli sms che esigono una risposta immediata: meglio sfuggire a cio&#768; che ci chiede una reazione troppo veloce, generando ansia e una frenesia tutta inventata. Questo e&#768; il lato negativo dei mezzi di comunicazione attuali, peraltro ottimi mezzi se impiegati in modo opportuno.<br />Altro esempio, con le persone: alle loro richieste, non dico ne&#769; si&#768; ne&#769; no (prima mi arrabbiavo, discutevo, argomentavo), rimandando decisioni e confronti. Quasi sempre, il tempo basta a scremare le esigenze autentiche dalle domande futili e siamo tutti piu&#768; contenti!<br />Vi chiederete il perch&egrave; di queste considerazioni. Me le ha fatte frullare nella zucca il famigerato "spread", termine usato da pochi addetti fino allo scorso anno, ma che ora &egrave; sulla bocca di tutti; se lasciassimo un po' decantare...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=178]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=178</guid>
	<dc:date>2012-01-31T16:33:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[FILARMONICA CITTADINA A. VOLTA]]></title>
	<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA   <br /><br />I<span style="font-weight: bold;">l Consiglio Direttivo della Filarmonica Cittadina A.Volta 1890 di Como si &egrave; riunito nei giorni scorsi per verificare la situazione che ha determinato la sospensione temporanea dell’attivit&agrave; a causa di difficolt&agrave; logistiche per l’effettuazione delle prove ed altre ragioni organizzative.  </span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">I consiglieri e il Presidente pro tempore Pierluigi Gorla, dopo aver verificato la necessit&agrave; di riprendere l’attivit&agrave; hanno individuato delle soluzioni che consentono la ripresa delle prove e la presenza concreta della tradizionale della Filarmonica A. Volta ai prossimi appuntamenti, a cominciare dalla processione del Venerd&igrave; Santo al SS. Crocifisso e alle Cerimonie del 25 aprile Festa della Liberazione. </span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">  Si &egrave; sottolineato che la presenza della Filarmonica Cittadina 1890 &egrave; sempre stata espressione dell’impegno culturale, musicale e sociale della citt&agrave; di Como. Ad ogni momento pubblico della vita cittadina, alle cerimonie istituzionali, patriottiche, civili, religiose e di festa, la Filarmonica Cittadina orgogliosamente &egrave; sempre stata presente. Come pure per rappresentare Como nelle diverse occasioni sul piano provinciale, regionale, nazionale e all’estero.   <br />Non sono mancati in questi mesi di sospensione, l’attenzione, l’affetto e la passione della cittadinanza per la “sua” Filarmonica; anche tante altre espressioni della vita culturale e musicale presenti nel Comune, hanno fatto sentire il proprio interessamento alla ripresa della Filarmonica, la cui attivit&agrave; &egrave; sentita come un patrimonio da non disperdere.   </span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">Questi i motivi che  hanno  indotto il Consiglio Direttivo a comunicare ai tanti amici, alle istituzioni,  alle Associazioni, ai volontari-musicanti la decisione di riprendere con il consueto entusiasmo e passione.   La presenza della Cittadina risale al 1871, anche se nella propria sigla vi &egrave; la data del 1890, data della fusione di due preesistenti Corpi Musicali in citt&agrave;.   </span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">Per informazioni e le adesioni sono disponibili il Presidente pro tempore Pierluigi Gorla (031-300262 e cell.331-6872800) e il tesoriere Natale Cavadini (347-1558951).      </span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=179]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=179</guid>
	<dc:date>2012-01-27T16:52:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[UNA GROSSA VERGOGNA SVIZZERA!]]></title>
	<description><![CDATA[Ci sono cose nella storia di una nazione che non vengono ricordate volentieri. Se ne parla ogni tanto, quasi sottovoce.<br />La Svizzera non sfugge a questa regola. L’argomento, quasi un tab&ugrave;, sono i Verdingkinder, ossia i "bambini in appalto". Tra il 1800 e il 1960 sono state decine di migliaia i bambini poveri strappati alle famiglie e messi a lavorare nelle campagne svizzere. <br />Una storia brutta. Molto brutta. Una storia di maltrattamenti e abusi e che viene raccontata nel film “Der Verdingbub”, che in questi giorni sta uscendo nelle sale cinematografiche svizzere.  <br />Sono storie che ancora oggi lasciano il segno in chi ha vissuto quei momenti. Sono quasi 100'000 i bambini che hanno subito questa sorte. Tra di loro Peter Weber. Oggi ha 55 anni e vive a Basilea. È un omone con la barba, il viso da "bonaccione". Non ha mai dimenticato cosa gli successe. “Un giorno, quando avevo quattro anni mia madre mi port&ograve; in treno verso la campagna, verso una fattoria. Devi stare qui ora, mi disse. Credo sia stato il momento nel quale ho perso la fede nelle persone. Dovetti lavorare tutti i giorni, mi picchiavano. Fu molto brutto” dice Weber, che ha condiviso le sue esperienze con decine di migliaia di altri bambini. <br />“Le autorit&agrave; hanno sempre insistito nel dire che fosse per il bene dei bambini” dice lo storico Ruedi Weidmann. “Nella met&agrave; del secolo scorso vi erano regioni in Svizzera veramente povere. I bambini venivano tolti dalle famiglie cittadine che non potevano rispettare i canoni di stile di vita della classe media. Figli di madri single, orfani, figli di divorziati, venivano spediti in campagna a lavorare molto duramente, costretti a mangiare separatamente dal resto della famiglia, maltrattati e abusati sessualmente”. <br /> Oggi, dopo oltre cinquant’anni, molti di questi “bambini in appalto” aspettano ancora le scuse ufficiali delle autorit&agrave;. “È tempo di parlarne – dice ancora Ruedi Weidmann – ho parlato con molta gente. Ogni tre persone c’era qualcuno che diceva “si, mia madre” oppure “si, mio padre”. È una cosa che colpisce molti svizzeri, in un modo o in un altro”.  Gente come Peter Weber ha avuto problemi anche in et&agrave; adulta. Il suo miglior amico &egrave; un cane, vive solo. Ora &egrave; confortato dal fatto che si inizi a parlare di questa cosa. "Sarebbe bello se il Governo chiedesse scusa"<Br>BBC News]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=177]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=177</guid>
	<dc:date>2012-01-19T13:51:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[DEDICATO A WDT]]></title>
	<description><![CDATA[Premessa: Chi lascia la strada vecchia per la nuova...con quel che segue:... morale siamo ancora qu&igrave;.<Br><Br>
La prossima volta che sentirete qualcuno sparlare di cambiamenti climatici, ricordatevi del  video seguente, che utilizza una divertente analogia tra un cane e il suo proprietario per spiegare le differenze tra tempo e clima.<Br><Br>

<iframe width="460" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/e0vj-0imOLw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
<Br><Br>

Il video dice essenzialmente questo:

"L'errore pi&ugrave; comune che si commette interpretando le statistiche &egrave; osservare i risultati da troppo vicino. Tutto ci pu&ograve; apparire confuso. Cos&igrave; rischiate di concentrarvi sul cane mentre dovreste orientare il vostro interesse sul proprietario. Nel video il cane compie cammini in alto e in basso, ma la direzione del proprietario non cambia al cambiare del suo compagno canino. 
Il cane rappresenta il tempo atmosferico, il suo proprietario il clima".]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=176]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=176</guid>
	<dc:date>2012-01-17T08:00:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[MUNDRUMPIN GHOST TOWN]]></title>
	<description><![CDATA[<iframe width="420" height="35" src="http://www.youtube.com/embed/n3Zlf-MjnKc?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br /><br />  
Paese mio che stai sulla collina <br />disteso come un vecchio ‘n po’ acciaccato <br />la noia, l'abbandono, il niente <br />son la tua malattia  <br />&egrave; meglio se ti lascio e vado via. <br /><br /><span style="font-style: italic;">Che sar&agrave; che sar&agrave; che sar&agrave; </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">che sar&agrave; della tua vita chi lo sa </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">l’abbandono o forse il niente </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">da domani si vedr&agrave; </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">e sar&agrave;, sar&agrave; quel che sar&agrave;.</span><br /><br />Motivi per gioire vengon meno<br />ed esser solidali...lassa st&agrave;<br />peccato, perch&egrave; resta<br />solo la malinconia<br />e tutto passa, tutto se ne va.<br /><br /><span style="font-style: italic;">Che sar&agrave; che sar&agrave; che sar&agrave; </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">che sar&agrave; della tua vita chi lo sa </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">l’abbandono o forse il niente </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">da domani si vedr&agrave; </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">e sar&agrave;, sar&agrave; quel che sar&agrave;.</span><br /><br />Non trovi pi&ugrave; persone nel quartiere <br />ma solo visi tristi ed imbronciati <br />parlarsi, stare assieme, <br />non &egrave; pi&ugrave; grand’allegria <br />&egrave; meglio se ti lascio e vado via.  <br /><br /><span style="font-style: italic;">Che sar&agrave; che sar&agrave; che sar&agrave; </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">che sar&agrave; della tua vita chi lo sa </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">l’abbandono o forse il niente </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">da domani si vedr&agrave; </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">e sar&agrave;, sar&agrave; quel che sar&agrave;.</span><br style="font-style: italic;" /><br />Gli amici miei son quasi tutti via <br />e gli altri partiranno dopo me <br />peccato, perch&eacute; stavo bene <br />in loro compagnia <br />e tutto passa, tutto se ne va.<br /><br /><span style="font-style: italic;">Che sar&agrave; che sar&agrave; che sar&agrave; </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">che sar&agrave; della tua vita chi lo sa </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">l’abbandono o forse il niente </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">da domani si vedr&agrave; </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">e sar&agrave;, sar&agrave; quel che sar&agrave;.</span>
<p> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=174]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=174</guid>
	<dc:date>2012-01-03T20:31:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LA PEGGIOR SCIENZA DEL 2011]]></title>
	<description><![CDATA[I<span style="font-family: Tahoma;">n un periodo in cui tutti si apprestano a fare bilanci dell’anno appena trascorso, individuando il meglio in ogni campo del sapere e della vita, la rivista </span><span style="font-weight: bold; font-family: Tahoma;">The Scientist</span><span style="font-family: Tahoma;"> si distingue tirando fuori dal cilindro i cinque momenti in cui la scienza ha dato il peggio di s&eacute;. Sono quelli in cui alcuni anche autorevoli scienziati hanno rinnegato se stessi, imbrogliando e mischiando le carte delle loro ricerche. O magari sono solo inciampati in errori banali. <br />In prima posizione nella top five della rivista inglese c’&egrave; Diederik Stapel, ex preside della facolt&agrave; di Scienze sociali e comportamentali dell’Universit&agrave; di Tilburg, nei Paesi Bassi. Il suddetto ha pubblicato, nella sua lunga carriera, innumerevoli studi affascinanti e controcorrente, alcuni dei quali apparsi anche su riviste prestigiose come Science. Dallo scorso settembre, per&ograve;, Stapel non soltanto non &egrave; pi&ugrave; preside della facolt&agrave;, ma &egrave; stato cacciato dall’universit&agrave; stessa e bandito dalla comunit&agrave; scientifica. Lo studioso, infatti, avrebbe falsificato almeno 30, ma si sospetta forse un centinaio, dei suoi studi, fabbricandosi dati ad hoc e inventandosi intere ricerche come quella, pubblicata proprio da Science, sul fatto che un ambiente caotico favorisse stereotipi e discriminazioni. <br />Segue a ruota l’increscioso arresto, lo scorso novembre, di Judy Mikovits. La ricercatrice – ex direttrice del Whittermore Peterson Institute in Nevada - nel 2009 aveva annunciato in uno studio il legame tra un virus murino della leucemia e la sindrome da fatica cronica. Da allora molti laboratori hanno provato a riprodurre il suo lavoro, ma senza ottenere il medesimo risultato. L’ultima smentita al lavoro della ricercatrice &egrave; stata pubblicata su Science lo scorso settembre, subito prima del suo licenziamento. Nel lasciare il suo incarico, per&ograve;, Judy Mikovits si &egrave; portata via tutti i file relativi allo studio incriminato, teoricamente di propriet&agrave; dell’Istituto. Per questo motivo lo scorso 18 novembre &egrave; stata arrestata in California, dove si era rifugiata, e ora &egrave; in attesa di processo. E Science ha definitivamente ritirato lo studio incriminato. <br />Il terzo protagonista &egrave; un ricercatore italiano della Boston University, il biostatistico Paolo Sebastiani. In questo caso, per&ograve;, non sembra esserci cattiva fede, quanto piuttosto errore umano e cattiva qualit&agrave; degli strumenti utilizzati. Lo scorso anno il ricercatore pubblic&ograve; uno studio nel quale identificava la “firma genetica della longevit&agrave;” fatta di di 19 geni comuni ai centenari. La ricerca godette di un breve successo. Nel giro di pochi giorni, per&ograve;, arrivarono decine di email nelle quali altri ricercatori evidenziavano un grave errore probabilmente dovuto a un difetto del chip usato per il sequenziamento dal team di Sebastiani. Gli studiosi hanno allora eliminato la fonte dell’errore sostituendo il chip e ripetendo i calcoli. Scoprendo per&ograve; che la correlazione tra la sequenza genica e la longevit&agrave; era molto meno significativa di quanto precedentemente stimato. Cos&igrave; lo scorso luglio hanno ritirato lo studio, spiegando l'errore sulle pagine di Science. <br />Una ricerca pubblicata alla fine del 2010 da un gruppo guidato da Felisa Wolfe-Simon dell’Arizona State University e finanziata dalla Nasa descriveva la scoperta di una nuova specie di batterio nel lago Mono, situato nel parco dello Yosemite in California. Questo microrganismo non solo sarebbe in grado di sopravvivere nonostante altissime concentrazioni di arsenico e bassissime di fosforo, ma addirittura sembrerebbe incorporare l’arsenico nel suo Dna. Un caso unico. Tuttavia, nel corso del 2011, la comunit&agrave; scientifica ha espresso numerosi dubbi rispetto alla validit&agrave; dello studio, mettendo i discussione in particolare la scarsa qualit&agrave; delle tecniche usate e la conduzione della sperimentazione. Lo scorso maggio ben 15 ricercatori hanno pubblicato su Science otto commenti tecnici molto duri e puntuali, che tuttavia non sono bastati alla ricercatrice per convincersi a ritrattare lo studio. <br />La classifica si chiude con il caso di un controverso articolo sui cambiamenti climatici, pubblicato nel 2008 su Computational Statistics and Data Analysis, e sbugiardato lo scorso anno dopo che un blogger pi&ugrave; intraprendente o solo pi&ugrave; sveglio degli altri vi aveva trovato dentro interi passaggi copiati da altre fonti, Wikipedia compresa. L'articolo, opera dello scettico del riscaldamento globale Edward Wegman della George Mason Unversity, &egrave; stato ritirato dalla rivista lo scorso maggio. <br />Riferimenti: <span style="font-weight: bold;">The Scientist </span></span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=173]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=173</guid>
	<dc:date>2012-01-02T17:32:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[AUGURI PER UN SERENO NATALE!]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="center"><img border="0" style="width:460px; height:300px; " alt="" src="http://www.ciapanota.it/cgi-bin/natal.jpg" /><br /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=172]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=172</guid>
	<dc:date>2011-12-18T11:32:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La batteria dell’iPhone]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-family: Tahoma;">Ha fatto l’apparizione sul mercato in queste settimane il nuovo iPhone 4S, il telefonino intelligente della Apple. <br />Gia&#768; dopo pochi giorni dalla sua comparsa, sono piovute le lamentele: la batteria del portatile non ha abbastanza capacita&#768;. <br />Con il modello precedente si poteva telefonare ininterrottamente per 8 ore, con il nuovo apparecchio, invece, solo 7 ore e mezza. <br />Per la verita&#768;, non e&#768; colpa della batteria, bensi&#768; del telefonino che consuma piu&#768; energia. Infatti, alcuni giorni dopo, la Apple ha invitato tutti gli abbonati a eseguire un aggiornamento del software e, come per miracolo, la batteria all’improvviso tiene piu&#768; a lungo. <br />Con l’aggiornamento la ditta non ha migliorato la batteria – non sarebbe possibile –, bensi&#768; ha diminuito il consumo di energia delle applicazioni che si trovano sul telefonino. <br />Trovo cio&#768; molto interessante: un’azienda californiana, a 10mila chilometri di distanza da noi, e&#768; in grado di ridurre il consumo di energia di milioni di telefonini sparsi in tutto il mondo con un solo clic. La stessa cosa, e avrebbe un impatto molto maggiore, sarebbe possibile anche per la Microsoft, l’altro gigante dell’informatica. <br />Con un aggiornamento mirato potrebbe far chiudere una serie di applicazioni inutili che partono automaticamente su numerosissimi computer e farne cosi&#768; abbassare i consumi. Ma a differenza del telefonino e dei notebook, per i quali e&#768; fondamentale avere una lunga autonomia, i personal computer sono sempre allacciati alla rete elettrica e quindi il loro consumo, dall’aspetto pratico, e&#768; meno importante. Purtroppo.<br /><br />Giuseppina Togni]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=170]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=170</guid>
	<dc:date>2011-12-01T14:37:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I potenti della terra non fanno autocritica]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-family: Tahoma;">C'&egrave; sempre pi&ugrave; un abisso fra lo svolgimento di riunioni tipo il G20 di Cannes e i risultati che poi si ottengono. Capi di Stato di tutto il mondo si trasferiscono per qualche giorno (con tutti i loro staff) in qualche posto e l&igrave; fanno finta di discutere questioni che sono gi&agrave; state messe a punto dai loro sherpa (come si chiamano in gergo quelli che preparano materialmente i documenti). Poich&eacute; tutto potrebbe essere fatto per via telematica, non rimane che una convinzione: i grandi si spostano attraverso il pianeta pi&ugrave; che altro per far "vedere" ai cittadini che si preoccupano del loro futuro. </span><br style="font-family: Tahoma;" /><span style="font-family: Tahoma;">In realt&agrave;, &egrave; possibile che gli storici dei prossimi anni giudicheranno assai male questo G20 di Cannes, forse verr&agrave; rubricato addirittura come un colossale errore. E sbagliata era anche la premessa: la crisi parte dall'Europa, perch&eacute; ci sono troppi debiti "sovrani" (cio&egrave; pubblici) e di conseguenza troppe banche in difficolt&agrave;. E quindi sono stati messi a disposizione dei fondi e aperte linee di credito per scongiurare il peggio, caso mai si presentasse. La premessa aveva un fondamento, ma quello era solo uno dei problemi. La questione vera &egrave; un'altra: tanto l'America quanto l'Europa non riescono pi&ugrave; a fare sviluppo. E il rischio, con queste politiche di risanamento, &egrave; che si vada verso una doppia recessione sulle due sponde dell'Atlantico. Il tema vero sarebbe dovuto essere questo. Ma &egrave; stato accuratamente evitato perch&eacute; nessuno dei convenuti aveva proposte. </span><br style="font-family: Tahoma;" /><span style="font-family: Tahoma;">Negli Stati Uniti Obama non riesce a far decollare l'economia perch&eacute; non ha soldi. E i Repubblicani, che controllano il Congresso, fanno di tutto perch&eacute; non li abbia e sia costretto a perdere le prossime elezioni presidenziali (o a non presentarsi addirittura). Insomma, l'America &egrave; bloccata. Obama avrebbe una via d'uscita: ridurre il welfare (da lui stesso appena allargato) e trovare l&igrave; i soldi che gli servono per far ripartire l'economia. Ma, naturalmente, non vuole fare la figura di chi non mantiene le promesse elettorali (appunto: pi&ugrave; welfare) e quindi la pi&ugrave; grande economia del mondo &egrave; bloccata e rischia una recessione. </span><br style="font-family: Tahoma;" /><span style="font-family: Tahoma;">In Europa i debiti sovrani sono talmente grandi e talmente diffusi che non si pensa ad altro. E quindi, in un modo o nell'altro (con misure di diversa intensit&agrave;) si varano (o si cerca di imporre ai Paesi riluttanti) politiche restrittive, di bilancio e fiscali. Tutta roba che forse otterr&agrave; lo scopo di sistemare qualche bilancio, ma che certo non far&agrave; sviluppo. Con il rischio che, in caso di recessione (paventata anche dal neo leader della Bce Mario Draghi), quegli stessi bilanci che si voleva risanare rischiano di saltare per aria. In realt&agrave;, tanto in America come in Europa, le politiche restrittive non servono e possono provocare una catastrofe. Bisognava puntare sulla crescita (con un aumento delle spese pubbliche produttive). E per fare questo, per trovare le risorse, bisognava tagliare con il machete le spese pubbliche improduttive e parassitarie. Bisognava, cio&egrave;, ridisegnare degli Stati diversi, pi&ugrave; leggeri, meno dispendiosi. Ma tutto questo avrebbe comportato un dibattito un po' pi&ugrave; approfondito di quelli di Cannes e, soprattutto, avrebbe richiesto una profonda autocritica da parte di tutti i governanti l&agrave; riuniti. E quindi non si &egrave; fatto niente. </span><br style="font-family: Tahoma;" /><span style="font-family: Tahoma;">Morale: di crescita non si &egrave; parlato. Si faranno le politiche restrittive. E se arriver&agrave; la doppia recessione Usa-Europa, si far&agrave; un altro G20, magari a Pechino. Pregando i buoni cinesi di dare una mano.</span><br style="font-family: Tahoma;" /><br style="font-family: Tahoma;" /><span style="font-weight: bold; font-family: Tahoma;"> Giuseppe Turani</span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=169]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=169</guid>
	<dc:date>2011-11-14T09:57:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[JAZZ AND ZUCC]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="center"><img border="0" style="width:460px; height:660px; " alt="" src="http://www.ciapanota.it/cgi-bin/zucca.jpg" /><br /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=168]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=168</guid>
	<dc:date>2011-11-07T12:00:18+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[QUELLO CHE "FACEBOOK" SA DI VOI!]]></title>
	<description><![CDATA[Max Schrems sorride da dietro alla scrivania, con il braccio su una pila di 1.200 fogli A4. L&igrave; dentro c'&egrave; scritto tutto quello che Facebook sa di lui: nome, cognome, gusti personali, preferenze politiche, conversazioni, foto. Tutto. «Roba da far impallidire il Kbg o la Cia», dice. Eppure Max Schrems, a dispetto del nome che sa di spia di Berlino Est al tempo della guerra fredda, &egrave; solo uno studente austriaco di 24 anni. Quelle 1.200 pagine, spiega, esistono per ognuno degli 800 milioni di iscritti su Facebook ed &egrave; ora che tutti lo sappiano e le vedano.  <br />Lui ha fatto da apripista. Un giorno ha richiesto all'azienda che gestisce il social network i dati che lo riguardavano. Dopo vari tentativi andati a vuoto si &egrave; visto arrivare a casa un cd che conteneva un file Pdf con il suo «dossier» personale nelle mani di Facebook: le 1.200 pagine con tutte le conversazioni che aveva avuto nei tre anni di presenza sul social network, le foto che aveva caricato e quelle in cui era stato taggato, i messaggi inviati e le pagine preferite. <br />Max ha scandagliato quelle pagine e ha denunciato 22 presunte irregolarit&agrave; al garante dei dati personali che secondo lui vengono commesse quotidianamente dal social network: la raccolta di informazioni degli utenti a loro insaputa; il consenso per la privacy formulato in modo non valido; il riconoscimento facciale degli utenti introdotto senza il loro consenso; la dichiarazione con cui l'azienda dichiara di non poter garantire alcun tipo di sicurezza dei dati raccolti. E soprattutto, la sopravvivenza nei server della societ&agrave; di tutti i dati personali (tag, foto, post, messaggi, ecc.) che sono stati cancellati dagli utenti. <br />Dopo la scoperta Max ha creato il sito EuropevsFacebook. Da qui vuole invogliare gli altri utenti europei di Facebook a fare quello che ha fatto lui e spiega la procedura per farsi inviare a casa il proprio «dossier» personale.  «Facebook cercher&agrave; di farvi desistere», spiega Max, «magari inviandovi solo i dati dei vostri log-in». Per questo, continua, bisogna insistere con la procedura normale. Se tutto va bene, entro 40 giorni l'utente dovrebbe ricevere un cd con i propri dati personali. Max Schrems l'ha ricevuto. Un plico con oltre 1000 pagine. Certo, c’&egrave; da dire che Facebook conosce dei propri utenti solo ci&ograve; che gli utenti pubblicano. E molti, pi&ugrave; o meno consciamente, sanno che nulla di ci&ograve; che va sui social network resta segreto. Ma quel plico sulla scrivania di Max fa impressione.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=167]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ciapanota.it/dblog/articolo.asp?articolo=167</guid>
	<dc:date>2011-10-24T14:54:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>
