Ciapanota
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 Panorama 1913... di Admin
 
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Scopo della burocrazia è di condurre gli affari dello Stato nella peggior possibile maniera e nel più lungo tempo possibile.

Carlo Dossi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 31/01/2012 @ 16:33:28, in Redazionale, linkato 5 volte)
C’è stato un tempo in cui reagivo subito a ogni stimolo e saltavo su come una molla a rispondere, fare, agire.
Un gran dispendio di energie che spesso, ora ho imparato, potrebbe essere evitato con un semplice atto di pazienza e attesa consapevole.
Sopra la scrivania di Kafka c’era un cartello che diceva: «Warten» (aspettare): molti problemi della vita si risolvono in questo modo.
Un esempio pratico sono le mail, le telefonate, gli sms che esigono una risposta immediata: meglio sfuggire a ciò che ci chiede una reazione troppo veloce, generando ansia e una frenesia tutta inventata. Questo è il lato negativo dei mezzi di comunicazione attuali, peraltro ottimi mezzi se impiegati in modo opportuno.
Altro esempio, con le persone: alle loro richieste, non dico né sì né no (prima mi arrabbiavo, discutevo, argomentavo), rimandando decisioni e confronti. Quasi sempre, il tempo basta a scremare le esigenze autentiche dalle domande futili e siamo tutti più contenti!
Vi chiederete il perchè di queste considerazioni. me le ha fatte frullare nella zucca il famigerato "spread", termine usato da pochi addetti fino allo scorso anno, ma che ora è sulla bocca di tutti; se lasciassimo un po' decantare...
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Di Admin (del 27/01/2012 @ 16:52:01, in La banda, linkato 11 volte)
COMUNICATO STAMPA

Il Consiglio Direttivo della Filarmonica Cittadina A.Volta 1890 di Como si è riunito nei giorni scorsi per verificare la situazione che ha determinato la sospensione temporanea dell’attività a causa di difficoltà logistiche per l’effettuazione delle prove ed altre ragioni organizzative.
I consiglieri e il Presidente pro tempore Pierluigi Gorla, dopo aver verificato la necessità di riprendere l’attività hanno individuato delle soluzioni che consentono la ripresa delle prove e la presenza concreta della tradizionale della Filarmonica A. Volta ai prossimi appuntamenti, a cominciare dalla processione del Venerdì Santo al SS. Crocifisso e alle Cerimonie del 25 aprile Festa della Liberazione.
Si è sottolineato che la presenza della Filarmonica Cittadina 1890 è sempre stata espressione dell’impegno culturale, musicale e sociale della città di Como. Ad ogni momento pubblico della vita cittadina, alle cerimonie istituzionali, patriottiche, civili, religiose e di festa, la Filarmonica Cittadina orgogliosamente è sempre stata presente. Come pure per rappresentare Como nelle diverse occasioni sul piano provinciale, regionale, nazionale e all’estero.
Non sono mancati in questi mesi di sospensione, l’attenzione, l’affetto e la passione della cittadinanza per la “sua” Filarmonica; anche tante altre espressioni della vita culturale e musicale presenti nel Comune, hanno fatto sentire il proprio interessamento alla ripresa della Filarmonica, la cui attività è sentita come un patrimonio da non disperdere.

Questi i motivi che hanno indotto il Consiglio Direttivo a comunicare ai tanti amici, alle istituzioni, alle Associazioni, ai volontari-musicanti la decisione di riprendere con il consueto entusiasmo e passione. La presenza della Cittadina risale al 1871, anche se nella propria sigla vi è la data del 1890, data della fusione di due preesistenti Corpi Musicali in città.
Per informazioni e le adesioni sono disponibili il Presidente pro tempore Pierluigi Gorla (031-300262 e cell.331-6872800) e il tesoriere Natale Cavadini (347-1558951).
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Di Admin (del 19/01/2012 @ 13:51:35, in Redazionale, linkato 55 volte)
Ci sono cose nella storia di una nazione che non vengono ricordate volentieri. Se ne parla ogni tanto, quasi sottovoce.
La Svizzera non sfugge a questa regola. L’argomento, quasi un tabù, sono i Verdingkinder, ossia i "bambini in appalto". Tra il 1800 e il 1960 sono state decine di migliaia i bambini poveri strappati alle famiglie e messi a lavorare nelle campagne svizzere.
Una storia brutta. Molto brutta. Una storia di maltrattamenti e abusi e che viene raccontata nel film “Der Verdingbub”, che in questi giorni sta uscendo nelle sale cinematografiche svizzere.
Sono storie che ancora oggi lasciano il segno in chi ha vissuto quei momenti. Sono quasi 100'000 i bambini che hanno subito questa sorte. Tra di loro Peter Weber. Oggi ha 55 anni e vive a Basilea. È un omone con la barba, il viso da "bonaccione". Non ha mai dimenticato cosa gli successe. “Un giorno, quando avevo quattro anni mia madre mi portò in treno verso la campagna, verso una fattoria. Devi stare qui ora, mi disse. Credo sia stato il momento nel quale ho perso la fede nelle persone. Dovetti lavorare tutti i giorni, mi picchiavano. Fu molto brutto” dice Weber, che ha condiviso le sue esperienze con decine di migliaia di altri bambini.
“Le autorità hanno sempre insistito nel dire che fosse per il bene dei bambini” dice lo storico Ruedi Weidmann. “Nella metà del secolo scorso vi erano regioni in Svizzera veramente povere. I bambini venivano tolti dalle famiglie cittadine che non potevano rispettare i canoni di stile di vita della classe media. Figli di madri single, orfani, figli di divorziati, venivano spediti in campagna a lavorare molto duramente, costretti a mangiare separatamente dal resto della famiglia, maltrattati e abusati sessualmente”.
Oggi, dopo oltre cinquant’anni, molti di questi “bambini in appalto” aspettano ancora le scuse ufficiali delle autorità. “È tempo di parlarne – dice ancora Ruedi Weidmann – ho parlato con molta gente. Ogni tre persone c’era qualcuno che diceva “si, mia madre” oppure “si, mio padre”. È una cosa che colpisce molti svizzeri, in un modo o in un altro”. Gente come Peter Weber ha avuto problemi anche in età adulta. Il suo miglior amico è un cane, vive solo. Ora è confortato dal fatto che si inizi a parlare di questa cosa. "Sarebbe bello se il Governo chiedesse scusa"
BBC News
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Di Admin (del 17/01/2012 @ 08:00:27, in Ambiente, linkato 20 volte)
Premessa: Chi lascia la strada vecchia per la nuova...con quel che segue:... morale siamo ancora quì.

La prossima volta che sentirete qualcuno sparlare di cambiamenti climatici, ricordatevi del video seguente, che utilizza una divertente analogia tra un cane e il suo proprietario per spiegare le differenze tra tempo e clima.



Il video dice essenzialmente questo: "L'errore più comune che si commette interpretando le statistiche è osservare i risultati da troppo vicino. Tutto ci può apparire confuso. Così rischiate di concentrarvi sul cane mentre dovreste orientare il vostro interesse sul proprietario. Nel video il cane compie cammini in alto e in basso, ma la direzione del proprietario non cambia al cambiare del suo compagno canino. Il cane rappresenta il tempo atmosferico, il suo proprietario il clima".
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Di Admin (del 03/01/2012 @ 20:31:56, in Ambiente, linkato 45 volte)


Paese mio che stai sulla collina
disteso come un vecchio ‘n po’ acciaccato
la noia, l'abbandono, il niente
son la tua malattia
è meglio se ti lascio e vado via.

Che sarà che sarà che sarà
che sarà della tua vita chi lo sa
l’abbandono o forse il niente
da domani si vedrà
e sarà, sarà quel che sarà.

Motivi per gioire vengon meno
ed esser solidali...lassa stà
peccato, perchè resta
solo la malinconia
e tutto passa, tutto se ne va.

Che sarà che sarà che sarà
che sarà della tua vita chi lo sa
l’abbandono o forse il niente
da domani si vedrà
e sarà, sarà quel che sarà.

Non trovi più persone nel quartiere
ma solo visi tristi ed imbronciati
parlarsi, stare assieme,
non è più grand’allegria
è meglio se ti lascio e vado via.

Che sarà che sarà che sarà
che sarà della tua vita chi lo sa
l’abbandono o forse il niente
da domani si vedrà
e sarà, sarà quel che sarà.

Gli amici miei son quasi tutti via
e gli altri partiranno dopo me
peccato, perché stavo bene
in loro compagnia
e tutto passa, tutto se ne va.

Che sarà che sarà che sarà
che sarà della tua vita chi lo sa
l’abbandono o forse il niente
da domani si vedrà
e sarà, sarà quel che sarà.

 

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Di Admin (del 02/01/2012 @ 17:32:44, in Ambiente, linkato 56 volte)
In un periodo in cui tutti si apprestano a fare bilanci dell’anno appena trascorso, individuando il meglio in ogni campo del sapere e della vita, la rivista The Scientist si distingue tirando fuori dal cilindro i cinque momenti in cui la scienza ha dato il peggio di sé. Sono quelli in cui alcuni anche autorevoli scienziati hanno rinnegato se stessi, imbrogliando e mischiando le carte delle loro ricerche. O magari sono solo inciampati in errori banali.
In prima posizione nella top five della rivista inglese c’è Diederik Stapel, ex preside della facoltà di Scienze sociali e comportamentali dell’Università di Tilburg, nei Paesi Bassi. Il suddetto ha pubblicato, nella sua lunga carriera, innumerevoli studi affascinanti e controcorrente, alcuni dei quali apparsi anche su riviste prestigiose come Science. Dallo scorso settembre, però, Stapel non soltanto non è più preside della facoltà, ma è stato cacciato dall’università stessa e bandito dalla comunità scientifica. Lo studioso, infatti, avrebbe falsificato almeno 30, ma si sospetta forse un centinaio, dei suoi studi, fabbricandosi dati ad hoc e inventandosi intere ricerche come quella, pubblicata proprio da Science, sul fatto che un ambiente caotico favorisse stereotipi e discriminazioni.
Segue a ruota l’increscioso arresto, lo scorso novembre, di Judy Mikovits. La ricercatrice – ex direttrice del Whittermore Peterson Institute in Nevada - nel 2009 aveva annunciato in uno studio il legame tra un virus murino della leucemia e la sindrome da fatica cronica. Da allora molti laboratori hanno provato a riprodurre il suo lavoro, ma senza ottenere il medesimo risultato. L’ultima smentita al lavoro della ricercatrice è stata pubblicata su Science lo scorso settembre, subito prima del suo licenziamento. Nel lasciare il suo incarico, però, Judy Mikovits si è portata via tutti i file relativi allo studio incriminato, teoricamente di proprietà dell’Istituto. Per questo motivo lo scorso 18 novembre è stata arrestata in California, dove si era rifugiata, e ora è in attesa di processo. E Science ha definitivamente ritirato lo studio incriminato.
Il terzo protagonista è un ricercatore italiano della Boston University, il biostatistico Paolo Sebastiani. In questo caso, però, non sembra esserci cattiva fede, quanto piuttosto errore umano e cattiva qualità degli strumenti utilizzati. Lo scorso anno il ricercatore pubblicò uno studio nel quale identificava la “firma genetica della longevità” fatta di di 19 geni comuni ai centenari. La ricerca godette di un breve successo. Nel giro di pochi giorni, però, arrivarono decine di email nelle quali altri ricercatori evidenziavano un grave errore probabilmente dovuto a un difetto del chip usato per il sequenziamento dal team di Sebastiani. Gli studiosi hanno allora eliminato la fonte dell’errore sostituendo il chip e ripetendo i calcoli. Scoprendo però che la correlazione tra la sequenza genica e la longevità era molto meno significativa di quanto precedentemente stimato. Così lo scorso luglio hanno ritirato lo studio, spiegando l'errore sulle pagine di Science.
Una ricerca pubblicata alla fine del 2010 da un gruppo guidato da Felisa Wolfe-Simon dell’Arizona State University e finanziata dalla Nasa descriveva la scoperta di una nuova specie di batterio nel lago Mono, situato nel parco dello Yosemite in California. Questo microrganismo non solo sarebbe in grado di sopravvivere nonostante altissime concentrazioni di arsenico e bassissime di fosforo, ma addirittura sembrerebbe incorporare l’arsenico nel suo Dna. Un caso unico. Tuttavia, nel corso del 2011, la comunità scientifica ha espresso numerosi dubbi rispetto alla validità dello studio, mettendo i discussione in particolare la scarsa qualità delle tecniche usate e la conduzione della sperimentazione. Lo scorso maggio ben 15 ricercatori hanno pubblicato su Science otto commenti tecnici molto duri e puntuali, che tuttavia non sono bastati alla ricercatrice per convincersi a ritrattare lo studio.
La classifica si chiude con il caso di un controverso articolo sui cambiamenti climatici, pubblicato nel 2008 su Computational Statistics and Data Analysis, e sbugiardato lo scorso anno dopo che un blogger più intraprendente o solo più sveglio degli altri vi aveva trovato dentro interi passaggi copiati da altre fonti, Wikipedia compresa. L'articolo, opera dello scettico del riscaldamento globale Edward Wegman della George Mason Unversity, è stato ritirato dalla rivista lo scorso maggio.
Riferimenti: The Scientist
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Di Admin (del 18/12/2011 @ 11:32:58, in Redazionale, linkato 35 volte)

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Di Admin (del 01/12/2011 @ 14:37:29, in Redazionale, linkato 77 volte)
Ha fatto l’apparizione sul mercato in queste settimane il nuovo iPhone 4S, il telefonino intelligente della Apple.
Già dopo pochi giorni dalla sua comparsa, sono piovute le lamentele: la batteria del portatile non ha abbastanza capacità.
Con il modello precedente si poteva telefonare ininterrottamente per 8 ore, con il nuovo apparecchio, invece, solo 7 ore e mezza.
Per la verità, non è colpa della batteria, bensì del telefonino che consuma più energia. Infatti, alcuni giorni dopo, la Apple ha invitato tutti gli abbonati a eseguire un aggiornamento del software e, come per miracolo, la batteria all’improvviso tiene più a lungo.
Con l’aggiornamento la ditta non ha migliorato la batteria – non sarebbe possibile –, bensì ha diminuito il consumo di energia delle applicazioni che si trovano sul telefonino.
Trovo ciò molto interessante: un’azienda californiana, a 10mila chilometri di distanza da noi, è in grado di ridurre il consumo di energia di milioni di telefonini sparsi in tutto il mondo con un solo clic. La stessa cosa, e avrebbe un impatto molto maggiore, sarebbe possibile anche per la Microsoft, l’altro gigante dell’informatica.
Con un aggiornamento mirato potrebbe far chiudere una serie di applicazioni inutili che partono automaticamente su numerosissimi computer e farne così abbassare i consumi. Ma a differenza del telefonino e dei notebook, per i quali è fondamentale avere una lunga autonomia, i personal computer sono sempre allacciati alla rete elettrica e quindi il loro consumo, dall’aspetto pratico, è meno importante. Purtroppo.

Giuseppina Togni
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Di Admin (del 14/11/2011 @ 09:57:43, in Redazionale, linkato 41 volte)
C'è sempre più un abisso fra lo svolgimento di riunioni tipo il G20 di Cannes e i risultati che poi si ottengono. Capi di Stato di tutto il mondo si trasferiscono per qualche giorno (con tutti i loro staff) in qualche posto e lì fanno finta di discutere questioni che sono già state messe a punto dai loro sherpa (come si chiamano in gergo quelli che preparano materialmente i documenti). Poiché tutto potrebbe essere fatto per via telematica, non rimane che una convinzione: i grandi si spostano attraverso il pianeta più che altro per far "vedere" ai cittadini che si preoccupano del loro futuro.
In realtà, è possibile che gli storici dei prossimi anni giudicheranno assai male questo G20 di Cannes, forse verrà rubricato addirittura come un colossale errore. E sbagliata era anche la premessa: la crisi parte dall'Europa, perché ci sono troppi debiti "sovrani" (cioè pubblici) e di conseguenza troppe banche in difficoltà. E quindi sono stati messi a disposizione dei fondi e aperte linee di credito per scongiurare il peggio, caso mai si presentasse. La premessa aveva un fondamento, ma quello era solo uno dei problemi. La questione vera è un'altra: tanto l'America quanto l'Europa non riescono più a fare sviluppo. E il rischio, con queste politiche di risanamento, è che si vada verso una doppia recessione sulle due sponde dell'Atlantico. Il tema vero sarebbe dovuto essere questo. Ma è stato accuratamente evitato perché nessuno dei convenuti aveva proposte.
Negli Stati Uniti Obama non riesce a far decollare l'economia perché non ha soldi. E i Repubblicani, che controllano il Congresso, fanno di tutto perché non li abbia e sia costretto a perdere le prossime elezioni presidenziali (o a non presentarsi addirittura). Insomma, l'America è bloccata. Obama avrebbe una via d'uscita: ridurre il welfare (da lui stesso appena allargato) e trovare lì i soldi che gli servono per far ripartire l'economia. Ma, naturalmente, non vuole fare la figura di chi non mantiene le promesse elettorali (appunto: più welfare) e quindi la più grande economia del mondo è bloccata e rischia una recessione.
In Europa i debiti sovrani sono talmente grandi e talmente diffusi che non si pensa ad altro. E quindi, in un modo o nell'altro (con misure di diversa intensità) si varano (o si cerca di imporre ai Paesi riluttanti) politiche restrittive, di bilancio e fiscali. Tutta roba che forse otterrà lo scopo di sistemare qualche bilancio, ma che certo non farà sviluppo. Con il rischio che, in caso di recessione (paventata anche dal neo leader della Bce Mario Draghi), quegli stessi bilanci che si voleva risanare rischiano di saltare per aria. In realtà, tanto in America come in Europa, le politiche restrittive non servono e possono provocare una catastrofe. Bisognava puntare sulla crescita (con un aumento delle spese pubbliche produttive). E per fare questo, per trovare le risorse, bisognava tagliare con il machete le spese pubbliche improduttive e parassitarie. Bisognava, cioè, ridisegnare degli Stati diversi, più leggeri, meno dispendiosi. Ma tutto questo avrebbe comportato un dibattito un po' più approfondito di quelli di Cannes e, soprattutto, avrebbe richiesto una profonda autocritica da parte di tutti i governanti là riuniti. E quindi non si è fatto niente.
Morale: di crescita non si è parlato. Si faranno le politiche restrittive. E se arriverà la doppia recessione Usa-Europa, si farà un altro G20, magari a Pechino. Pregando i buoni cinesi di dare una mano.

 Giuseppe Turani
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Di Admin (del 07/11/2011 @ 12:00:18, in Manifestazioni, linkato 52 volte)

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Di Admin (del 24/10/2011 @ 14:54:05, in Redazionale, linkato 67 volte)
Max Schrems sorride da dietro alla scrivania, con il braccio su una pila di 1.200 fogli A4. Lì dentro c'è scritto tutto quello che Facebook sa di lui: nome, cognome, gusti personali, preferenze politiche, conversazioni, foto. Tutto. «Roba da far impallidire il Kbg o la Cia», dice. Eppure Max Schrems, a dispetto del nome che sa di spia di Berlino Est al tempo della guerra fredda, è solo uno studente austriaco di 24 anni. Quelle 1.200 pagine, spiega, esistono per ognuno degli 800 milioni di iscritti su Facebook ed è ora che tutti lo sappiano e le vedano.
Lui ha fatto da apripista. Un giorno ha richiesto all'azienda che gestisce il social network i dati che lo riguardavano. Dopo vari tentativi andati a vuoto si è visto arrivare a casa un cd che conteneva un file Pdf con il suo «dossier» personale nelle mani di Facebook: le 1.200 pagine con tutte le conversazioni che aveva avuto nei tre anni di presenza sul social network, le foto che aveva caricato e quelle in cui era stato taggato, i messaggi inviati e le pagine preferite.
Max ha scandagliato quelle pagine e ha denunciato 22 presunte irregolarità al garante dei dati personali che secondo lui vengono commesse quotidianamente dal social network: la raccolta di informazioni degli utenti a loro insaputa; il consenso per la privacy formulato in modo non valido; il riconoscimento facciale degli utenti introdotto senza il loro consenso; la dichiarazione con cui l'azienda dichiara di non poter garantire alcun tipo di sicurezza dei dati raccolti. E soprattutto, la sopravvivenza nei server della società di tutti i dati personali (tag, foto, post, messaggi, ecc.) che sono stati cancellati dagli utenti.
Dopo la scoperta Max ha creato il sito EuropevsFacebook. Da qui vuole invogliare gli altri utenti europei di Facebook a fare quello che ha fatto lui e spiega la procedura per farsi inviare a casa il proprio «dossier» personale. «Facebook cercherà di farvi desistere», spiega Max, «magari inviandovi solo i dati dei vostri log-in». Per questo, continua, bisogna insistere con la procedura normale. Se tutto va bene, entro 40 giorni l'utente dovrebbe ricevere un cd con i propri dati personali. Max Schrems l'ha ricevuto. Un plico con oltre 1000 pagine. Certo, c’è da dire che Facebook conosce dei propri utenti solo ciò che gli utenti pubblicano. E molti, più o meno consciamente, sanno che nulla di ciò che va sui social network resta segreto. Ma quel plico sulla scrivania di Max fa impressione.
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Di Admin (del 15/10/2011 @ 08:35:57, in Redazionale, linkato 58 volte)
Quando una persona lascia la vita terrena i familiari, oltre a elaborare il lutto, devono occuparsi della burocrazia e delle questioni inerenti l'eredità.
Se finora il testamento o le leggi sulla successione permettevano ai parenti di ottenere i beni con una certa logica e linearità , ora emerge la questione di quella che è l'eredità digitale. Nell'era del 2.0, le attività  quotidiane ruotano sempre più intorno a Internet: da conti correnti on line, alla posta elettronica, dagli account su siti commerciali ai social network.
Le leggi sulla privacy impediscono alle piattaforme cui ci si iscrive di cedere password e altri dati; per questo, per recuperare eventuali beni fisici o affettivi, è necessario avere l'autorizzazione del defunto attraverso un atto testamentario, oppure dimostrare il trapasso del proprio caro attraverso certificati di morte e ulteriore articolata documentazione. Un calvario burocratico insomma, per impedire che il web fagociti informazioni, dati e denaro del caro estinto.
Ed è proprio per evitare gabole di questo genere che in Gran Bretagna gli studi legali e notarili chiedono ai clienti, al momento della stesura del testamento, di lasciare per iscritto username e password di tutti i siti utili. Una ricerca condotta dal Goldsmith College e dal sito Rackspace dimostra che l'11 per cento degli adulti britannici lascerà nelle ultime volontà gli accessi digitali. Una percentuale ancora bassa che dimostra la nostra appartenenza alla prima generazione digitale.
Quest'anno è stato calcolato che dai social come Facebook, Twitter e MySpace scompariranno circa 1,8 milioni di membri e se i familiari non si occuperanno dell'estinzione dei loro account, i profili dei defunti rimarranno inevitabilmente attivi. Google, eBay, PayPal et similia non riveleranno mai password e username, se non attraverso una battaglia burocratica spesso vana.
Per questo negli Usa sono nati i primi siti che gestiscono la vita digitale dei deceduti. Legacy Locker e My Webwill ne sono due esempi. Con circa 30 dollari all'anno queste piattaforme si incaricano di immagazzinare dati, foto, filmati, password, operazioni bancarie per inviarli alle persone indicate dal cliente a vita ultimata.

ticinonews
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Di Admin (del 30/09/2011 @ 16:37:57, in Redazionale, linkato 78 volte)
Consegnati gli Ig-Nobel , ossia quando la scienza fa rima con... scemenza.
Finalmente anche la scienza si prende un pò in giro.
Ieri sera sono stati attribuiti gli Ig-Nobel, i premi per gli studi più assurdi e inutili. Spulciando tra i riconoscimenti attribuiti ad Havard, si scopre che c’è chi ha sbattuto via anni di studi per dimostrare che lo sbadiglio non è contagioso tra le tartarughe a zampe rosse. Chi, invece, si è concentrato sui quantitativi di wasabi (ravanello giapponese) da dispensare nell’aria per poter svegliare una persona in caso di incendio. Oppure chi ha sorpreso dei maschi di coleotteri australiani copulare con lattine di birra vuote.

Questo l'elenco dei premi Ig Nobel 2011

Fisiologia Anna Wilkinson, Natalie Sebanz, Isabella Mandl e Ludwig Huber per il loro studio "Nessuna prova che lo sbadiglio sia contagioso tra le tartarughe a zampe rosse".

Chimica Makoto Imai, Naoki Urushihata, Hideki Tanemura, Yukinobu Tajima, Hideaki Goto, Koichiro Mizoguchi e Junichi Murakami "per aver determinato la densità ideale di wasabi vaporizzato per svegliare una persona in caso di incendio o altra emergenza, e per aver applicato questa scoperta all'allarme a base di wasabi".

Medicina Mirjam Tuk, Debra Trampe, Luk Warlop, Matthew Lewis, Peter Snyder, Robert Feldman, Robert Pietrzak, David Darby e Paul Maruff "per aver dimostrato che le persone prendono decisioni migliori su alcune cose, ma decisioni peggiori su altre, quando hanno l'impellente bisogno di urinare".

Psicologia Karl Halvor Teigen per aver cercato di "capire perché, nella vita di tutti i giorni, le persone sospirano".

Letteratura John Perry per la sua teoria della Procrastinazione Strutturata, secondo la quale per avere successo bisogna lavorare sempre a qualcosa di importante per evitare di fare cose più importanti.

Biologia Darryl Gwynne e David Rentz per aver scoperto che un certo tipo di scarafaggio si accoppia con un certo tipo di bottiglia di birra australiana.

Fisica Philippe Perrin, Cyril Perrot, Dominique Deviterne e Bruno Ragaru, e Herman Kingma, "per aver determinato perché i lanciatori del disco soffrono di vertigini dopo il lancio, ma i lanciatori di martello no".

Matematica Dorothy Martin (che ha predetto che il mondo sarebbe finito nel 1954), Pat Robertson (fine del mondo prevista nel 1982), Elizabeth Clare Prophet (1990), Lee Jang Rim (1992), Credonia Mwerinde (1999), e Harold Camping of the USA (che ha predetto che il mondo sarebbe finito nel 1994 e poi ha predetto che finirà il 21 ottobre 2011 - quindi prepariamoci) per "aver insegnato al mondo di fare attenzione quando si fanno ipotesi e calcoli matematici".

Pace Arturas Zuokas, sindaco di Vilnius, per "aver dimostrato che il problema delle auto di lusso parcheggiate in divieto di sosta può essere risolto passandogli sopra con un carrarmato"

Pubblica sicurezza John Senders per "aver condotto una serie di esperimenti di sicurezza in cui una persona guida un'auto su un'autostrada mentre una visiera ripetutamente gli blocca la vista, impedendogli di guardare la strada".
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Di Admin (del 21/09/2011 @ 16:18:54, in Ambiente, linkato 44 volte)
Nessun pericolo ovviamente, la probabilità di essere colpiti è di 1:10.000, solo un potenziale spettacolo nel caso il rientro del satellite fosse visibile dall’Italia.
UARS, ovvero Upper Atmospheric Research Satellite, è un satellite statunitense per lo studio dell’alta atmosfera terrestre ed in particolare dello strato di ozono. Portato in orbita dallo shuttle nel 1991 ha svolto egregiamente il suo lavoro per ben 14 anni contro i 3 previsti inizialmente. Ora senza più carburante a bordo i tecnici hanno deciso di farlo rientrare in atmosfera dove brucerà quasi completamente.
Quando è previsto il rientro? Non avendo più carburante a bordo la manovra non è controllata, il rientro dovrebbe avvenire il 23 Settembre (± un giorno) tra i 57° di latitudine nord ed i 57° di latitudine sud, una fascia immensa che include anche l’Italia. Purtroppo si potrà avere una maggiore precisione (sempre con uno scarto di circa 10.000km) solo nelle ore prossime al rientro. Il canto del cigno di questo prezioso laboratorio spaziale. I rottami saranno disseminati su una area di circa 800km di lunghezza. Nel caso il rientro fosse visibile dall’Italia in orari di buio o di crepuscolo sarà uno spettacolo da non perdere.
Orario del rientro: pagina della NASA in costante aggiornamento.
http://www.nasa.gov/mission_pages/uars/index.html
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Di Admin (del 19/09/2011 @ 13:11:51, in Ambiente, linkato 94 volte)

PIANO DI RECUPERO AREA EX CHIBRO
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
In considerazione della posizione del comparto edilizio in trasformazione nella struttura morfologica e territoriale la progettazione dovrà avere come obiettivo prioritario la qualità del risultato architettonico e ambientale.
ART 1 – AMBITO DI INTERVENTO Il Piano attuativo è finalizzato alla trasformazione del comparto industriale dismesso Chibro, in località Monte Olimpino, così come definito dal Prg vigente e identificato nella tavola 1 del Piano di Recupero. Recependo la recente ri-perimetrazione del Parco della Spina Verde la zona B4 oggetto di Piano di Recupero, come indicato dettagliatamente nelle tavole e nella relazione, ha una superficie territoriale di 8.902 mq. Interessa i seguenti mappali catastali: sezione censuaria di Monte Olimpino, fogli n. 5 - 7 - 8, mappali 3150, 912, 526, 913, 5731, 5724, 5732, 6340.
 
ART 2 – NORME DI PRG Nel rispetto delle norme di Prg relative alla zona urbanistica (B4) e con riferimento alle tavole di progetto, il comparto di nuova realizzazione, secondo l’art 23 delle Nta, avrà i seguenti indici e parametri:
 Volume totale 19.115 mc, divisi in più corpi di fabbrica -
 Slp totale 6.371 mq - H max m. 15,30 - Numero piani 5 -
 Distanza dai fabbricati m. 10 - Distanza dai confini m. 5 -
 Funzione residenziale
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Avete tempo fino a venerdi 9 per iscrivervi all'edizione di "Notte al Museo" del 17/18 settembre, che s'intitolerà "Caccia alle invenzioni".
Ci dicono che di notte sia persino più facile diventare moderni inventori, ispirandosi alle scoperte del passato. Il campo base viene allestito in una sala dell'antico monastero che ospita il Museo.
Il programma è rivolto alle famiglie con bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni. Per questioni di sicurezza, è necessaria la presenza di almeno un adulto accompagnatore ogni 5 bambini e non è possibile la partecipazione di più di 2 adulti per ogni bambino.
Si dorme in un campo allestito nella Sala delle Colonne, vicino alla Galleria dedicata a Leonardo da Vinci. Occorre portarsi da casa sacco a pelo, materassino da campeggio, cuscino, necessario per la notte e per l’igiene personale, prodotto antizanzare, vestiti e scarpe comode, torcia elettrica (da usare nelle attività di esplorazione delle collezioni).
L'attività al Museo inizia alle ore 20.00 e non prevede la cena. Il Museo mette a disposizione un leggero snack per la prima colazione della domenica mattina. Le famiglie possono portare con loro altri snack e bevande per la notte e la colazione.
RIEPILOGANDO
I bambini di 6/10 anni e le loro famiglie (massimo due adulti per bambino) vanno alla scoperta del Museo della Scienza e della Tecnologia di notte per esplorare le gallerie in un ambientazione completamente diversa.
Quota 45 euro, necessario prenotare al tel. 02/48555558 o scrivendo all’indirizzo di posta elettronica didattica@museoscienza.it. Maggiori informazioni sul sito del Museo della scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.
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Di Admin (del 17/08/2011 @ 11:34:56, in Redazionale, linkato 46 volte)
È una ovvietà, ma consentitemelo: Internet ha cambiato il mondo, ma anche il World Wide Web è cambiato nel corso di questi anni. In queste ore è comparso sulla rete un documento ufficiale di Apple risalente al 1996, quando ancora Safari doveva nascere, in cui viene spiegato ai dipendenti di Cupertino come usare il browser Netscape. È interessante osservare come funzioni che oggi appaiono scontate richiedessero una così dettagliata spiegazione anche per dei professionisti della tecnologia.

Sicurezza di Netscape – Dopo esservi collegati usando il vostro SOCIAL SECURITY NUMBER, potreste ottenere un messaggio che dice, in parte: “Ogni informazione che inviata non è sicura e potrebbe essere osservata da terze parti mentre viene trasferita“. Si tratta di un avvertimento standard costruito nel browser di Netscape che non può essere cancellato. È il disclaimer di Netscape quando le informazioni sono spedite nel World Wide Web. Ad ogni modo, nel caso di questa applicazione, le informazioni sono rese sicure.

Link di Navigazione – I link di navigazione sono parole sottolineate che appaiono in fondo ad ogni sezione. Potete muovervi verso una parte specifica del documento cliccando su queste parole o frasi sottolineate.

Bottone Indietro
– Il bottone indietro fa parte di Netscape. È il bottone quadrato nell’angolo in alto a sinistra del browser. Potete usarlo per tornare indietro dove eravate solo un attimo prima. Cliccando questo bottone diverse volte, sarete trasportati indietro per lo stesso tragitto che avete appena percorso, solo al contrario.

Interfaccia diretta Server – Ogni volta che effettuate un cambiamento premendo un bottone nell’applicazione, aspettate che lo schermo abbia completamente refreshato. Vi state interfacciando direttamente con il server e cambiando i vostri dati online. Se ottenete il messaggio Trasferimento Interrotto!, siete troppo veloci per Netscape. Dovrete chiudere Netscape, lanciare nuovamente Netscape, e collegarvi di nuovo. Per evitare questo, guardate la barra di scorrimento sul lato sinistro in basso al browser. Netscape vi specificherà a che punto del processo di trasferimento si trova. Quando avrà fatto e sarà pronto per il comando seguente, vedrete lo status “Document: Done”

www.theapplelounge.com
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Di Admin (del 22/07/2011 @ 21:18:01, in Ambiente, linkato 87 volte)

Lo studio effettuato per elaborare la soluzione progettuale oggetto del piano attuativo ha individuato le seguenti tematiche da affrontare e risolvere per eliminare l’attuale fenomeno di degrado urbano e per recuperare un’area strategica in termini territoriali, ambientali, architettonici e sociali:

- riqualificazione paesistico-ambientale ed architettonica dell’ambito urba- nistico del P.A. avente una ricaduta positiva sull’intero quartiere;

- organizzazione del sistema viabilistico interno all’area e sua integrazione con la rete viaria circostante onde migliorare l’attuale assetto viario principale;

- garantire una dotazione complessiva di aree a standard e zone di sosta e parcheggio pubblico e privato adeguati rispetto all’intervento proposto ed alle destinazioni d’uso previste, nel rispetto delle dotazioni minime richieste dal P.R.G. da reperire nell’ambito del P.A.;

- migliorare la tutela ambientale dell’ambito urbano con l’esecuzione di nuovi edifici ecocompatibili, residenziali e commerciali, in grado di garantire un’efficienza energetica ed una sostenibilità maggiore rispetto ai minimi di legge richiesti.

Tali obiettivi verranno conseguiti mediante la realizzazione, conformemente a quanto previsto dal PRG, di nuove abitazioni, all’avanguardia sul piano tecnologico e della compatibilità ambientale, e di una struttura commerciale di media distribuzione, alimentare e non alimentare, al fine di fornire un servizio di prossimità sia ai nuovi residenti sia a coloro che già abitano nella zona, ampiamente sottoservita sotto tale profilo.

Chissà perchè quando è tutto così positivo...io sento odore di bruciato?!

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Di Admin (del 17/07/2011 @ 16:36:52, in Redazionale, linkato 179 volte)
1947-1955   Don Egidio Bernasconi
1955-1956   Don Francesco Broggi

1961-1964   Don Enrico Bedetti

1976-1982   Don Carlo Massina

1988-1990   Don Sandro Vanoli
1990-1994   Don Mario Fiorani
1994-1996   Don Paolo Busato
1996-2000   Don Daniele Maola
2000-2005   Don Simone Trabucchi
2005-2011   Don Alessandro Casartelli
2011-            Don Mario Biffi
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Di Admin (del 14/07/2011 @ 14:48:17, in Redazionale, linkato 75 volte)
Peppatencia è il famoso gioco di carte che la maggior parte di voi ricorderà come un bellissimo passatempo di quando eravamo più piccoli. Da oggi la versione per iPhone è disponibile nell’App Store grazie all’iniziativa di uno sviluppatore italiano.
Se non avete mai giocato, le regole del gioco sono davvero semplici. Si gioca in 4, ogni giocatore ha a disposizione 10 carte e ogni turno dovrà pescarne una dal mazzo dell’avversario alla sua sinistra e potrà scartare le coppie di carte di valore uguale. Lo scopo del gioco è riuscire a scartare tutte le carte senza rimanere con la peppa (la donna di picche) in mano.
Dal menu principale potrete leggere la sezione dedicata alla regole, per ora solo in inglese, ma che fornisce tutte le spiegazioni necessarie. Peppatencia ha un’interfaccia molto curata e nella fase di gioco sarete guidati nei passaggi da un’icona della donna di picche che vi segnalerà a chi spetta il turno di giocare. Per ora potete sfidare solo il computer ma molto probabilmente presto sarà lanciato un aggiornamento per sfidare i propri amici grazie al Game Center.
Peppatencia è disponibile nell’App Store ed è compatibile con iPhone, iPad e iPod Touch. E’ localizzata in inglese e richiede l’iOS 4.3 o successivi.
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